C’è una parola sarda, antica e potente, che racchiude il segreto della vita che si rinnova: framentum. È il lievito madre, quella materia viva che passa di mano in mano, di generazione in generazione. A Ortueri, nel cuore del Mandrolisai, questa metafora si fa carne e visione politica dal 24 al 26 aprile con il festival Abitare Framentu. Non è l’ennesimo evento calato dall’alto per riempire un weekend primaverile, ma un esempio cristallino di rigenerazione culturale partecipata che parte dall’ascolto profondo di chi quei luoghi li abita ogni giorno.
Quando il territorio si fa teatro permanente
L’operazione messa in campo al Parco Bau è affascinante. In un’epoca di omologazione e desertificazione delle aree interne, Ortueri risponde rivendicando la propria centralità attraverso la cultura. La rigenerazione culturale partecipata qui non è uno slogan per bandi ministeriali, ma un processo iniziato mesi fa tra i banchi della scuola dell’infanzia, nelle sedi delle associazioni e nelle aziende locali. Il coinvolgimento di artisti del calibro di Paolo Angeli, con la sua chitarra sarda preparata, o della poesia performativa di Lorenzo Maragoni, serve a innescare un dialogo tra la memoria storica e i linguaggi del contemporaneo. Si tratta di un ribaltamento di prospettiva: il margine che si fa avanguardia.

Un programma tra rito e sperimentazione
Il festival si apre con una fase di preparazione che è già essa stessa opera d’arte. Dal 20 aprile, i laboratori e le masterclass trasformano il paese in un cantiere aperto. Vedremo il collettivo DOM- lavorare con i bambini per costruire un picnic performativo, mentre Dusty Kid porterà l’elettronica a dialogare con le maschere realizzate da Pedro Gramegna Ardiles. Questa commistione di generi è la prova che una rigenerazione culturale partecipata efficace deve saper essere polifonica. Non c’è gerarchia tra il coro tradizionale Santu Nigola e la ricerca coreografica di Donatella Martina Cabras: tutto concorre a mappare una nuova geografia dell’anima per questo territorio.
La cultura come leva di sviluppo economico
Non dobbiamo però cadere nell’errore di considerare questa iniziativa come un puro esercizio estetico. C’è una dimensione politica e sociale concreta: l’idea che la cultura possa attivare economie di luogo. Gli appuntamenti di Abitare le aziende dimostrano come il racconto del lavoro e della produzione locale sia parte integrante della strategia di rilancio. Promuovere una rigenerazione culturale partecipata significa, in ultima analisi, creare alleanze capaci di incidere sulla gestione degli spazi e sulla sostenibilità del territorio nel lungo periodo. Ortueri, con il sostegno del Ministero della Cultura e del PNRR, sta tracciando una rotta: abitare un luogo significa averne cura, nutrirne le radici e, come il framentum, permettergli di trasformarsi senza mai perdere la propria identità.
L’appuntamento è a Ortueri, dal 24 al 26 aprile 2026. Per chi crede che la periferia sia solo un punto di vista e la cultura l’unica forma possibile di futuro.
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