Le antiche botti sono pronte per essere spillate, i telai riprendono vita e il borgo medievale si veste a festa. Sabato 22 e domenica 23 novembre, Atzara rinnova l’appuntamento con la tradizione in occasione di “Cortes e Magasinos”, una due giorni immersiva nel cuore del Mandrolisai, dove l’eccellenza enologica incontra l’arte pittorica e la memoria contadina.
L’evento, curato nei minimi dettagli dal tessuto associativo locale e dall’amministrazione, si propone quest’anno con un programma denso, che ruota attorno a tre grandi pilastri: il vino della longevità, l’arte dei maestri sardi e la riscoperta degli antichi mestieri.
Il vino: protagonista assoluto
Non poteva che essere il vino il re della manifestazione. Atzara, celebre città del vino, lancia il percorso “Longevitas Mandrolisai”, un itinerario enologico d’eccellenza curato dal Centro Commerciale Naturale e dalle numerose cantine locali (tra cui Famiglia Demelas, Fradiles, Etzo, Pisu e molte altre).
I visitatori non si limiteranno a degustare: al Museo del Vino, l’Associazione Coro Polifonico guiderà il pubblico nella filiera del Mandrolisai DOC, con dimostrazioni pratiche di pigiatura, svinatura e distillazione. Il momento clou per gli appassionati arriverà domenica con “Sant’Andria”: l’apertura della prima botte e l’assaggio del vino nuovo, un rito ancestrale che segna l’inizio dell’annata enologica. Per i più giovani, la tradizione incontra la modernità sabato sera con “Saturday Wine” e gli aperitivi firmati Andandy.
Un tuffo nella storia e nell’arte
Atzara si conferma culla culturale della Barbagia. Il Museo MAMA ospiterà la mostra “Il tempo di Figari (1925-1935)”, permettendo di ammirare le opere del grande artista sardo che proprio qui trovò ispirazione. Ma l’arte si respira anche nelle case private: aprono al pubblico le dimore storiche come Sa ‘omo de Donn’Anna Maria (risalente al 1400) e Sa ‘omo de Tziu Arzolu, offrendo uno spaccato di vita nobiliare e contadina d’altri tempi.
Le mani che creano: artigianato e folclore
Il programma è un omaggio alla manualità. Si va dalla tintura naturale con l’indaco e le piante storiche (a cura del Laboratorio La Robbia), fino alla panificazione tradizionale di Fainas Antigas. Non mancheranno le esposizioni di pezzi unici: dalle macchine da cucire d’epoca alla collezione di armoniche di Totore Chessa.
Domenica mattina, il centro storico si fermerà per “A s’antiga”, una sfilata evocativa di buon auspicio per i prodotti della terra, accompagnata dal suono delle launeddas, che vedrà protagonisti bambini e maestranze locali. A chiudere il cerchio della tradizione, la vestizione pubblica dell’abito tradizionale atzarese e i balli itineranti che animeranno ogni vicolo del borgo.
Un appuntamento imperdibile per chi vuole scoprire l’autenticità di uno dei “Borghi più belli d’Italia”, tra un calice di rosso e un viaggio nel passato.
FOTO di Eleonora Casula

