Poetry slam in Sardegna: la parola che unisce la comunità a Belvì

Non è un caso che il fenomeno del poetry slam stia trovando in Sardegna un terreno straordinariamente fertile, un’isola che della tradizione orale ha fatto per secoli il proprio codice d’onore e di memoria collettiva.

Sabato 30 maggio, alle ore 20.30, l’Osteria Barbagia Ospitale di Belvì diventerà il teatro di questo rito contemporaneo, un appuntamento che chiude un mese di maggio straordinario per l’Isola, guidato sul palco dall’ironia e dall’energia di Terri Melon e Ida Pranteddu.

Da Chicago alla Barbagia, il viaggio di un’arte democratica

Per comprendere la portata di quello che accadrà a Belvì, è necessario fare un passo indietro e guardare alla geografia di un movimento che parte da lontano. Nato nei sobborghi di Chicago per intuizione di Marc Kelly Smith – che solo pochi giorni fa ha onorato la Sardegna della sua presenza tra Sassari e Porto Torres – questo modo di intendere il verso poetico abbatte la barriera della torre d’avorio accademica.

Le regole del poetry slam sono di una semplicità disarmante: testi propri, tre minuti di tempo, nessun costume, nessun oggetto di scena. Solo la carne e la parola. Ma la vera magia risiede nella giuria, che non è composta da critici severi o polverosi professori, bensì dal pubblico stesso. È la comunità che si fa giudice e custode della narrazione, trasformando l’evento in un esercizio democratico di ascolto e partecipazione.

Il valore sociale dell’incontro generazionale

La tappe che hanno preceduto l’evento di Belvì ci raccontano una storia di riscatto culturale che passa per i luoghi simbolo dell’identità sarda. Dalla suggestione artistica del Museo Nivola di Orani, fino alla natura incontaminata dell’Asinara, il poetry slam ha dimostrato una straordinaria capacità di abitare gli spazi, ma soprattutto di dialogare con il futuro.

Gli incontri avvenuti nelle scuole superiori di Porto Torres e al Centro Giovani di Sassari dimostrano che i ragazzi non sono affatto distanti dalla complessità della parola; cercano semplicemente canali autentici per esprimerla. In un momento storico in cui i giovani vengono spesso descritti come apatici o isolati dietro agli schermi, la poesia performativa si offre come uno specchio in cui guardarsi e riconoscersi, un ponte tra la freschezza delle nuove generazioni e la profondità dei territori interni.

Belvì, dove la poesia è festa collettiva

L’appuntamento di sabato sera a Belvì non è dunque una semplice gara, né un esercizio per pochi eletti. È, al contrario, la celebrazione di una comunità che si ritrova attorno al fuoco delle storie condivise. La scelta di un’osteria come luogo d’incontro rimarca la volontà di riportare l’arte laddove è nata: tra la gente, dove si discute, ci si confronta e si vive.

In ultima analisi, il successo del poetry slam risiede proprio in questa sua natura ibrida: un po’ teatro, un po’ competizione, ma soprattutto festa. Un’occasione imperdibile per respirare la cultura viva della Sardegna e per ricordare a noi stessi che, finché ci sarà qualcuno pronto ad ascoltare e qualcuno con il coraggio di raccontare, la nostra società avrà ancora un futuro da scrivere.

Da A.C.