Sabato 7 marzo alle ore 12:00su Rai 1, il palcoscenico scelto da Linea Verde Start non è uno qualunque: è il cuore profondo dell’isola, quel triangolo di terra e roccia che unisce Nuoro, la Barbagia e l’Ogliastra.

Non aspettatevi la solita cartolina turistica. Il viaggio condotto da Federico Quaranta, in collaborazione con Confartigianato, è un’immersione in quella che noi scienziati sociali chiameremmo “l’economia della resistenza e del bello”. In un’epoca di produzione seriale e di algoritmi impersonali, il territorio nuorese risponde con il volto umano dell’impresa, dove la tradizione non è un reperto da museo, ma una materia viva, pronta a farsi innovazione.

La geografia delle mani: da Oliena a Sarule

Il racconto inizia dove il Supramonte sfida il cielo. A Oliena, le mani di Franco Corrias ci ricordano che una calzatura non è solo un oggetto, ma un manufatto che calpesta la storia. Ci sposteremo poi a Dorgali, dove Ivan Pira e il figlio Cristian Patrizio custodiscono il segreto dei “coltelli gioiello”, simboli di un passaggio di testimone generazionale che è la vera linfa vitale delle nostre comunità montane.

Il viaggio prosegue verso Sarule, dove lo “Studio Pratha” e le sue maestre tessitrici trasformano la lana in narrazione visiva, per poi approdare a Nuoro. Qui, tra le mura dell’Antica Fabbrica del Dolce, l’aranzada di Giovanni Nicola Pala diventa la metafora perfetta di un territorio: dorata, complessa, indimenticabile.

Oltre il folklore

L’intervento di Giuseppe Pireddu, Presidente di Confartigianato Nuoro-Ogliastra, che chiuderà la puntata, tocca un tasto fondamentale per chi osserva le dinamiche sociali della Sardegna: l’artigianato come collante di comunità.

“Nelle mani delle donne e degli uomini passa tutta intera la storia di una comunità”, afferma Pireddu.

Questa frase non è solo retorica associativa. È la constatazione che l’impresa artigiana, spesso a conduzione familiare, rappresenta l’ultimo baluardo contro lo spopolamento e la desertificazione culturale. È una forma di “genio locale” che trasforma la marginalità geografica in un punto di forza estetico e produttivo. La musica di Gavino Murgia e i piatti dello chef Francesco Nanu faranno da contrappunto a questo racconto, dimostrando che l’eccellenza è un coro polifonico dove ogni voce — che sia cibo, nota o manufatto — concorre alla creazione del “Valore artigiano”.

L’appuntamento di sabato non è dunque solo un programma televisivo, ma la dimostrazione che l’identità, quando incontra la competenza, diventa il motore economico più potente che abbiamo.

Da A.C.