Ad Ortueri, nel cuore del Mandrolisai, l’inverno si riscalda con i riti collettivi della festa di Sant’Antoni de su Fogu (Sant’Antonio Abate). La magia del rito comunitario che si  mescola  a devozione, leggenda e convivialità.Ogni anno il rito e la devozione si ripetono  16 e il 17 gennaio.

 “Sa Tuva”

Il cuore pulsante dell’evento è Sa Tuva. A differenza di altri paesi dove si bruciano cataste di legna o arbusti, a Ortueri si cerca un grande tronco di sughera cavo. Nessun albero viene tagliato ma la legna la si cerca nei giorni precedenti in campagna ed in paese. 

  • La ricerca: giorni prima, un gruppo di volontari sceglie con cura l’albero nelle campagne circostanti.
  • Il trasporto: Il tronco viene trasportato in paese, spesso con l’aiuto di buoi o trattori, e posizionato nella piazza principale, davanti alla chiesa parrocchiale di San Nicola.
  • Il significato: il fuoco simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre e il dono che Sant’Antonio fece agli uomini rubando, secondo la leggenda, una scintilla agli inferi.

Sant’Antoni de su Fogu la festa 

1. L’Accensione (Il Vespro del 16 Gennaio)

Dopo la messa e la benedizione, il parroco e la popolazione si radunano intorno a Sa Tuva. Viene appiccato il fuoco all’interno del tronco cavo. La scena è incredibile: il tronco diventa un vero e proprio camino naturale che sprigiona fiamme e scintille verso il cielo notturno.

2. I tredici giri rituali

Secondo la tradizione, i fedeli compiono tredici giri intorno al fuoco. È un gesto propiziatorio per chiedere salute e buoni raccolti per l’anno appena iniziato. Sono questi sos inghirios, i 13 Antonio compiono i giri, con preghiere ed inchini.

3. L’ospitalità e il gusto

Mentre il fuoco arde, la piazza si anima. Ortueri è celebre per i suoi vini (il Mandrolisai DOC) e durante la festa non mancano mai:

  • Degustazioni di vino locale offerto dai produttori.
  • Dolci tipici: Si preparano dolci tradizionali come su pane ‘e saba.
  • Canti e balli sardi che proseguono fino a tarda notte intorno al calore del grande braciere.

Anche ad Ortueri, come in tutta la Sardegna il giorno di Sant’Antonio ha inizio il carnevale e se, a Mamoiada ed Ottana, attorno ai fuochi si affacciano i mamuthones, a Ortueri  questo giorno è la prima uscita stagionale delle maschere tradizionali: Is Sonaggios e s’Urzu

Is Sonaggios e s’Urzu le figure tipiche del carnevale ortuerese,  Is Sonaggios sono uomini vestiti con pelli di pecora, pantaloni di velluto e “is cambales”  Sulle spalle portano un pesante grappolo di campane e campanacci, e, come tante altre maschere tipiche del carnevale sardo hanno il volto annerito dalla fuliggine.

Dolce tipico per Sant’Antonio 

Il pane ‘e saba (o pani de saba) di Ortueri è , strettamente legato alla festa di Sant’Antonio Abate. È un dolce “scuro”, denso e profumatissimo, che racchiude in sé tutta l’essenza dell’inverno nel Mandrolisai.

A differenza di altre zone della Sardegna dove si prepara per Ognissanti o per Pasqua, a Ortueri è il simbolo di Sant’Antonio anche se, in forme diverse, il dolce accompagna anche le altre giornate festive del paese.

Pane Saba: pabassina ecco cosa è 

Si tratta di un pane dolce non lievitato (o con lievitazione molto lenta e naturale) la cui caratteristica principale è l’uso della saba (mosto d’uva cotto) al posto dell’acqua o del latte nell’impasto. Questo ingrediente, tipico di una zona di grandi vigne come Ortueri, gli conferisce:

  • Colore: un marrone scuro, quasi ebano.
  • Sapore: dolce ma complesso, con note di caramello, uva e spezie.
  • Consistenza: molto compatta, quasi come un torrone morbido o un panforte, ma con la base del pane.

Gli ingredienti tradizionali

Ogni famiglia ha il suo segreto, ma la base ortuerese prevede:

  1. Semola di grano duro: la base “povera” del pane.
  2. Saba (Mosto cotto): l’ingrediente principe, ottenuto dalla lenta bollitura del mosto del Mandrolisai.
  3. Frutta Secca in abbondanza: noci, mandorle e uvetta sultanina. In alcune varianti si aggiungono pinoli.
  4. Aromi del territorio: scorza d’arancia (spesso grattugiata o candita), semi di anice e talvolta un pizzico di cannella o saporita.

La preparazione e il rito

La preparazione del pane ‘e saba è un rito che dura giorni:

  • L’impasto: la semola viene lavorata a lungo con la saba riscaldata affinché venga assorbita perfettamente.
  • La decorazione: prima di infornare, i panetti (spesso a forma di ciambella o piccoli filoncini) vengono decorati in superficie con mandorle intere disposte a raggiera.
  • La “lucidatura”: una volta sfornato e ancora caldo, il pane viene spennellato con ulteriore saba per renderlo lucido e appiccicoso. Infine, si guarnisce con sa traggera (i mompariglia, ovvero i confettini colorati) che brillano sullo sfondo scuro.

Come si consuma a Sant’Antonio

Durante la notte dei fuochi, il pane ‘e saba viene tagliato a fettine sottili e offerto ai presenti intorno a Sa Tuva. Si accompagna tradizionalmente con un bicchiere di vino rosso Mandrolisai, creando un abbinamento perfetto tra il dolce speziato e il corpo del vino locale.

Curiosità: il pane ‘e saba è noto per la sua incredibile conservazione. Grazie all’alto contenuto di zuccheri della saba, può durare diversi mesi senza perdere fragranza, proprio come i dolci cerimoniali di una volta.

Programma 

Programma Completo di Sant’Antonio 2026 a Ortueri

Venerdì, 16 gennaio 2026:

  • ore 18:00 – Perd’ ‘e Isteddu – Benedizione e accensione Tuvera;
  • ore 22:00 – Perd’ ‘e Isteddu – Inghirios e Invito per tutta la popolazione;

Sabato, 17 gennaio 2026:

  • ore 16:30 – Piazza Martiri – Inizio Santa Messa, accompagnata dal coro polifonico Santu Nigola di Ortueri;
  • ore 17:30 – Piazza Martiri – Esibizione dei bambini della scuola d’infanzia Sacro Cuore;
  • ore 18:00 – Piazza Martiri – Benedizione e accensione Tuvera;
  • ore 18:30 – Piazza Martiri – Esibizione i Sonaggios e S’urtzu;
  • ore 19:00 – Piazza Martiri – Esibizione Coro Polifonico Santu Nigola di Ortueri;
  • ore 19:30 – Piazza Martiri – Balli in piazza con il fisarmonicista Erik Hunter;
  • ore 21:00 – Piazza Martiri – Muttu con Costantino Casula;
  • ore 21:30 – Piazza Martiri – Balli in Piazza con Erik Hunter (Organetto) e Lorenzo Mele (Chitarra e Voce);

Lunedì, 19 gennaio 2026 – San Sebastiano:

  • ore 18:00 – Perd’ ‘e Isteddu – Taglio Pane Manna e Invito per il Paese.

Da A.C.