Medicina Democratica: manifestazione a Cagliari il 7 Marzo

Esiste una geografia del dolore che in Sardegna corre lungo le dorsali delle zone interne, laddove il diritto alla cura sembra evaporare proporzionalmente all’altitudine e alla distanza dai grandi centri. La sanità in Sardegna sta vivendo il suo momento più buio, e il Mandrolisai, cuore pulsante e ferito dell’isola, conosce bene il prezzo di questo declino. Per questo l’adesione di Medicina Democratica alla mobilitazione del 7 marzo a Cagliari non è solo un atto formale, ma un richiamo alle armi della democrazia per ogni cittadino che crede ancora nel servizio sanitario nazionale.

Il centralismo che dimentica le periferie

Analizzando la situazione emerge una verità amara, lo smantellamento dei servizi nelle aree periferiche non è un incidente di percorso, ma il risultato di una visione centralistica che sacrifica le comunità rurali sull’altare dell’efficienza contabile. Tuttavia, la sanità in Sardegna non può essere misurata solo con i fogli di calcolo. La mobilitazione del 7 marzo nasce proprio dal basso, da quei movimenti spontanei che hanno capito che la salvezza della sanità in Sardegna passa per un coinvolgimento attivo dei sindaci e degli enti locali, i primi baluardi contro lo spopolamento sanitario.

Un dovere morale oltre la cronaca

Il 7 marzo, dalle scalinate di Bonaria fino al Consiglio Regionale, la voce di chi vive nei paesi dell’interno dovrà farsi sentire più forte delle altre. Difendere la sanità in Sardegna significa lottare affinché un cittadino di Sorgono o Meana Sardo abbia le stesse identiche possibilità di cura di chi abita di fronte a un grande ospedale di città. È una questione di giustizia sociale, di etica pubblica e, in ultima analisi, di civiltà. La partecipazione non è un semplice invito, è un dovere verso le generazioni che hanno costruito questo sistema. La sanità in Sardegna deve tornare a essere un bene comune, garantito e gratuito, lontano dalle logiche del profitto che stanno desertificando il nostro diritto alla vita.

Da A.C.