Una serata di divertimento al Poetto si trasforma in un incubo. Un giovane ragazzo cagliaritano ha denunciato attraverso i suoi canali social di essere stato vittima di una violenta aggressione omofoba, avvenuta due notti fa nei pressi di un noto locale della movida sul lungomare.
Spintonato, insultato con epiteti discriminatori e derubato, il ragazzo ha affidato a un post la sua scioccante testimonianza, che ha scatenato un’ondata di solidarietà online e la netta presa di posizione del locale coinvolto.
Il racconto della vittima: “insultato e derubato per i miei vestiti colorati”
“Non avrei mai pensato di raccontare in prima persona questo schifo”, esordisce il giovane nel suo post. Descrive l’aggressione subita da parte di “tre uomini etero omofobi” nel suo “posto del cuore”, un’area del Poetto dove era solito trascorrere le serate estive.
Sono stato spintonato, insultato, ho dovuto vedere tre schifosi uomini tirarsi fuori il cazzo e pisciare quasi sopra le mie scarpe con le luci, così, perché trasmettevano troppa gioia? Troppo colore?
La violenza non è stata solo verbale e psicologica, ma anche fisica e predatoria. “Ho lividi, tagli, non ho più un soldo liquido”, continua la vittima, elencando poi gli oggetti che gli sono stati sottratti: “il mio telefono, le mie AirPods, tutto si sono rubati”.
Lo shock e l’intervento delle forze dell’ordine
“Sto sotto un treno”, ammette il ragazzo, raccontando le ore successive all’aggressione, passate a cercare il cellulare nel piazzale di viale Poetto. Un calvario durato quasi tre ore, durante il quale ha anche provato a chiedere aiuto ai suoi stessi aggressori, fidandosi ingenuamente della loro buona fede. “Per le mie accuse sono volate altre spinte, altri insulti”.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai Carabinieri, intervenuti sul posto grazie alle segnalazioni, e al personale del locale vicino, “Il Fico d’India”, per il supporto immediato. Nonostante il trauma, il giovane ha lanciato un potente messaggio di resilienza: “Io stasera ci torno al mio locale del cuore, un po’ scassato, senza un soldo, ma non mi avrete mai più”.
L’ondata di solidarietà e la precisazione del locale
Il post di denuncia è diventato virale in poche ore, ha ottenuto quasi un migliaio di condivisioni e innumerevoli commenti di solidarietà.
Sulla vicenda è intervenuto anche lo staff del locale “Il Fico d’India” con una nota ufficiale per esprimere “massima vicinanza a Paolo” e fare chiarezza sulla dinamica dei fatti. L’aggressione, precisano, “non è avvenuta all’interno del Fico d’India, ma nei parcheggi in Via dell’Idrovora”. Il personale, allertato dalla stessa vittima, ha chiamato tempestivamente il 112, fornendo tutta l’assistenza possibile.
Lo staff ha inoltre smentito categoricamente le voci, circolate in un primo momento, relative a una presunta violenza sessuale ai danni di un’altra persona soccorsa quella sera. “In seguito a un confronto con la pattuglia dei Carabinieri e il personale dell’Ambulanza”, si legge nella nota, “confermiamo che non vi è stata alcuna violenza sessuale”. L’intervento dei sanitari si era reso necessario per un malore dovuto a un forte stato di agitazione.
“Il Fico d’India rimane un posto sicuro dove potersi divertire nel rispetto di tutti”, conclude il comunicato, che condanna ogni atto di violenza e raccomanda alla clientela la massima prudenza.
Foto di pinnaignazio da Pixabay

