Taxi sociale nel Gennargentu Mandrolisai: mobilità gratuita e diritto alla salute

Nelle pieghe profonde della Sardegna, tra i rilievi solenni del Gennargentu e le valli del Mandrolisai, un tragitto verso l’ospedale può diventare un’odissea per chi è avanti con gli anni o convive con la fragilità. Proprio per ricucire questo strappo sociale, la Comunità Montana ha varato una soluzione che profuma di civiltà: il nuovo servizio di taxi sociale.

Non si tratta solo di un furgone attrezzato che percorre le strade tortuose dell’interno; è un atto politico e umano che trasforma la mobilità in un diritto universale. In un’area dove l’isolamento geografico rischia di tradursi in disuguaglianza sanitaria, il taxi sociale interviene come un ponte mobile, garantendo che nessuno debba rinunciare a una cura o a una visita specialistica perché privo di un mezzo o di un accompagnatore.

Un supporto concreto per undici comuni

Il progetto, che si inserisce nella cornice lungimirante della Strategia Nazionale per le Aree Interne, è un servizio pubblico totalmente gratuito. È pensato per i residenti di undici comuni — da Aritzo a Tonara, passando per Sorgono e Desulo — e si rivolge a una platea specifica: over 65, adulti con invalidità o patologie croniche e persone in condizioni di disagio economico.

Il funzionamento è di una semplicità disarmante, proprio come dovrebbero essere i servizi che funzionano: una chiamata, una prenotazione e il mezzo arriva sotto casa. L’utente viene accompagnato nelle strutture sanitarie di riferimento, assistito durante l’attesa e riportato al proprio domicilio. Ma c’è di più. Il servizio include anche il delivery sanitario gratuito per la consegna di farmaci ospedalieri e dispositivi medici, un dettaglio che per molti cittadini può fare la differenza tra la gestione serena di una terapia e l’angoscia della carenza.

Oltre il trasporto: una visione di welfare integrato

Il Taxi Sociale non è un servizio isolato, spiega con convinzione Alessandro Corona, presidente della Comunità Montana. Ed è proprio qui che l’analisi sociologica si fa interessante. Questo intervento è il tassello di un mosaico più ampio che vede la nascita di una sanità di iniziativa, dove sono i servizi a muoversi verso il cittadino e non viceversa.

L’attivazione del taxi sociale si affianca infatti ad altre figure cruciali già operative sul territorio:

  • Infermieri di famiglia e ostetriche di comunità.
  • Percorsi dedicati alla maternità e al benessere psicologico nelle scuole.
  • Prossima attivazione di palestre dolci per il mantenimento dell’autonomia.
  • Figure innovative come il Mobility Manager e il Case Manager sanitario, pronti a guidare l’utente nel labirinto della burocrazia medica.

La sfida alle disuguaglianze delle aree interne

In un contesto in cui la telemedicina inizia a muovere i primi passi, il contatto umano resta insostituibile. Il taxi sociale rappresenta la risposta fisica a un bisogno primario: la presenza. In un’area interna come la nostra, sottolinea ancora Corona, la distanza dai servizi sanitari può trasformarsi facilmente in una disuguaglianza.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso quanto necessario: fare in modo che la geografia non sia più un destino avverso. Con l’avvio di questo servizio, il Gennargentu Mandrolisai lancia un messaggio chiaro al resto dell’isola e del Paese: la dignità di una comunità si misura dalla capacità di non lasciare indietro nessuno, accorciando le distanze con la solidarietà e l’efficienza.

Da A.C.