Maurizio Cadau è il nuovo vice presidente della Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai

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Governare la montagna non è mai un mero esercizio amministrativo, ma un autentico atto di resistenza civile. Nelle pieghe delle nostre aree interne, dove la geografia si fa spesso destino e la lontananza dai palazzi del potere rischia drammaticamente di tradursi in oblio, l’unica vera arma a disposizione delle comunità è la coesione. Da soli, in politica come nella vita, non si va da nessuna parte; uniti, invece, si può tentare di invertire la rotta di un declino che molti, a torto, considerano ineluttabile.

È esattamente in questa prospettiva di profonda consapevolezza politica che va letta la recente nomina ai vertici della Comunità Montana Gennargentu Mandrolisai. Maurizio Cadau, sindaco di Belvì, è stato ufficialmente investito della carica di vice presidente dell’Ente. Un passaggio formale sancito con un decreto firmato lo scorso 16 settembre dal presidente Alessandro Corona e comunicato con orgoglio all’Assemblea dei Sindaci. Non si tratta di una semplice rotazione di poltrone, pratica purtroppo consueta in certe latitudini politiche, ma della sublimazione di un metodo di lavoro che mette al centro il territorio nella sua interezza.

Le deleghe strategiche e il peso del territorio

Cadau non è certo un volto nuovo per la Giunta esecutiva. La sua è una promozione sul campo che lo vede mantenere saldamente due deleghe dal peso specifico enorme: i Lavori pubblici e le Politiche ambientali. E non è un dettaglio da poco. Quando si parla di entroterra, infrastrutture e tutela del paesaggio non sono semplici voci di bilancio, ma le fondamenta stesse su cui costruire la sopravvivenza economica e sociale di un’intera area. Affidare a chi dovrà fare le veci del presidente settori così nevralgici significa voler blindare la continuità amministrativa, lanciando un segnale inequivocabile alle istituzioni regionali e nazionali: il Gennargentu Mandrolisai ha una sola voce, ed è una voce che intende farsi ascoltare con autorevolezza.

Il metodo della condivisione come antidoto all’isolamento

La politica, quando è alta, si fa con il dialogo. Lo ha ribadito senza mezzi termini il presidente Alessandro Corona, spiegando le ragioni profonde di questa nomina. La scelta di affidare a Maurizio Cadau la Vice Presidenza, ha spiegato Corona, nasce innanzitutto dalla volontà di proseguire con il metodo che abbiamo adottato in questi anni: confronto, dialogo, condivisione e responsabilità comune. La Comunità Montana deve essere sempre più una casa comune degli undici Comuni, nella quale ciascun amministratore possa contribuire, con le proprie competenze e la propria esperienza, alla crescita dell’intero territorio.

Parole che sanno di investimento politico sul capitale umano della squadra. Una visione lontana dai campanilismi miopi che troppo spesso hanno paralizzato lo sviluppo del nostro Meridione e delle nostre isole.

L’impegno per gli undici Comuni e la forza dell’unità

La risposta del neo vice presidente non si è fatta attendere, restituendo l’immagine di un amministratore che sente tutto il peso, e insieme l’onore, della fascia che indossa e del ruolo che va a ricoprire. Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e ringrazio Alessandro Corona per la fiducia che ha voluto riporre in me, ha dichiarato Cadau. La Vice Presidenza rappresenta prima di tutto un impegno nei confronti delle nostre comunità e degli undici Comuni che compongono la Comunità Montana.

Il sindaco di Belvì ha poi tracciato quella che ha tutta l’aria di essere una vera e propria rotta programmatica, una bussola per i mesi a venire.

Dobbiamo continuare sulla strada dell’unità e della condivisione, mettendo da parte ciò che divide e valorizzando ciò che ci unisce, ha incalzato Cadau. Solo attraverso una forte collaborazione tra i nostri Comuni possiamo costruire un territorio più coeso, forte e autorevole, capace di affrontare le difficoltà e, soprattutto, di cogliere le opportunità che abbiamo davanti. È con questo spirito che intendo svolgere il nuovo incarico e proseguire il lavoro insieme al Presidente, alla Giunta e a tutti i Sindaci del territorio.

Alla fine, la lezione che arriva dalle vette del Gennargentu e dalle vallate del Mandrolisai è una lezione di maturità. Di fronte alle sfide epocali dello spopolamento e della transizione ecologica, la sintesi politica non è un’opzione, è una necessità. E con questa nuova sinergia ai vertici, il territorio ha appena dimostrato di essere pronto a combattere la sua battaglia. Non in ordine sparso, ma come un solo, solido, corpo civico.

Da A.C.