La rinascita di un territorio: prende vita la rete culturale del Gennargentu Mandrolisai

rete-culturale-del-Gennargentu-Mandrolisai

Un’identità frammentata, seppur nobile, fatica a resistere alle correnti della modernità. È partendo da questa precisa consapevolezza politica e sociale che prende avvio il progetto per la rete culturale del Gennargentu Mandrolisai, un’operazione strategica e vitale, promossa dalla Comunità Montana nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne.

Non si tratta di un semplice calendario di eventi, ma di una profonda ricucitura territoriale. L’obiettivo è trasformare l’isolamento geografico in un’alleanza cooperativa, connettendo luoghi, storie e persone per generare un modello di sviluppo autentico e sostenibile.

Il riscatto delle aree interne passa dalla cooperazione

Per decenni, le aree interne del nostro Paese hanno pagato il prezzo di un municipalismo che, pur difendendo le peculiarità locali, ha spesso impedito la creazione di un’offerta integrata. Oggi, undici Comuni sardi decidono di invertire la rotta. Aritzo, Atzara, Austis, Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Ortueri, Sorgono, Teti e Tonara uniscono le forze per superare la frammentazione del proprio patrimonio.

La costruzione della rete culturale del Gennargentu Mandrolisai mira a istituire un sistema di governance inedito. Si lavora all’implementazione di un sistema informativo territoriale condiviso, a un piano di fruizione coordinata e a un programma sperimentale per lo sviluppo del pubblico. È la politica nel suo senso più alto: creare infrastrutture immateriali per garantire opportunità di crescita locale.

Il metodo della partecipazione

Un progetto di tale portata non può essere calato dall’alto; deve germogliare dal territorio. Per questo, il primo incontro pubblico, fissato per giovedì 28 maggio alle ore 17:00 presso il Cineteatro del Parco Bau di Ortueri, non sarà una semplice vetrina istituzionale, ma il calcio d’inizio di un percorso partecipato.

Con questo progetto, dichiara Alessandro Corona, Presidente della Comunità Montana e Sindaco di Atzara:

Vogliamo aprire un percorso realmente condiviso con amministratori, operatori culturali, associazioni, cittadini e portatori di interesse. Il nostro territorio custodisce un patrimonio straordinario, fatto di musei, siti archeologici, paesaggi, tradizioni, memoria e competenze diffuse. La sfida è metterlo in rete, costruendo strumenti comuni e una visione unitaria capace di rafforzare l’identità del Gennargentu Mandrolisai e renderla più riconoscibile e fruibile.

Nelle settimane successive, il metodo dell’ascolto e della co-progettazione si declinerà in tavoli tematici specifici dedicati ad archeologia, biblioteche e musei. L’intento è raccogliere i bisogni reali degli attori locali per definire insieme priorità e modalità operative.

Oltre i confini del singolo campanile

L’iniziativa si inserisce in una più ampia e complessa strategia di sviluppo territoriale che tocca nevralgie cruciali come la mobilità, il turismo e l’educazione scolastica. La cultura cessa di essere intesa come mero intrattenimento e assume il ruolo di motore per la coesione sociale.

La cultura è una risorsa viva per il futuro delle nostre comunità. Vogliamo costruire una mappa viva del patrimonio locale, nuovi strumenti digitali, itinerari di visita, occasioni di incontro, formazione e partecipazione. La rete culturale dovrà diventare uno spazio comune, capace di unire i paesi, rafforzare il senso di appartenenza e generare nuove opportunità per cittadini, giovani, scuole, operatori e visitatori.

Rendere accessibile la bellezza, promuovere la cooperazione istituzionale e fare del patrimonio un volano di sviluppo: in questo risiede il vero intento della rete culturale del Gennargentu Mandrolisai. L’appuntamento di Ortueri rappresenta solo il primo, fondamentale passo. Ora spetta ai cittadini, agli operatori e agli amministratori dimostrare che la futura rete culturale del Gennargentu Mandrolisai può essere costruita con la forza, la concretezza e la dignità che da sempre appartengono a questa terra.

Da A.C.